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Zuliani '99

       
           
             

[…] Quella di Massanova è, secondo un'ormai storicizzata tradizione della modernità, una pittura che non rappresenta né descrive ma presenta, documentando sulla tela e, spesso, sulla carta le profondità visive di una luce rovesciata, divenuta oscurità, inquieta e silenziosa.

Sono così nati, negli anni Novanta, i tanti studi, i densi orizzonti, i silenzi, gli spazi – ovviamente mentali – quasi interamente giocati sul nero, sull'intensità di questo colore negato che Massanova ha sempre voluto complicare, destabilizzare con la presenza del segno, di un sovrapporsi misurato ma comunque percepibili di linee in movimento. Il nero è divenuto così instabile ombra o, per dirla on il titolo che l'artista ha scelto per una serie recente di lavori, Nero di Luce.

Ed anche addirittura, Nero di colore.

La personale racconta con asciutta brevità gli ultimi sviluppi della riflessione pittorica dell'artista che, sulle carte di Amalfi come sulle grandi tele, ha spinto la sua consueta drammaturgia dell'ombra e dell'oscurità verso i territori, seducenti e pericolosi, del colore.

Il giallo, il rosa, il verde animano con accensioni improvvise e brevi la scena di una pittura che lavora ancora sulle tensioni del nero, non più interpretato però come lontana origine, Notte, della luce, ma come trasparente fluido capace di accogliere gli attraversamenti nervosi del segno e gli imprevedibili slittamenti della linea.

             
         

Stefania Zuliani